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La sicurezza nel lavoro in bosco, DPI nell’uso della motosega – approfondimento

A cura di F. Neri, A. Laschi, F. Fabiano, E. Marchi

Il lavoro dell’operatore forestale comporta l’esposizione a diversi potenziale rischi che è necessario conoscere e prevenire. Tra i più importanti ci sono quelli legati all’uso della motosega. La motosega è tra le macchine più pericolose che si possono trovare nel contesto agricolo e forestale e per prevenire i rischi infortunistici che derivano dal suo impiego il comportamento dell’operatore deve attenersi ad una scrupolosa prudenza.

Per tali motivi l’uso della motosega è riservato soltanto ad operatori adeguatamente formati,  addestrati e dotati dei necessari Dispositivi di protezione individuali. Il Testo Unico sulla tutela e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro (D.lgs. 81/08 e s.m.i.) definisce i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) come “qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo”. I DPI possono essere classificati in una di tre categorie. I dispositivi di protezione contro i “tagli da seghe a catena portatilirientrano nella III categoria, che “comprende esclusivamente i rischi che possono causare conseguenze molto gravi quali morte o danni alla salute irreversibili”.

È fondamentale specificare che i DPI non garantiscono una protezione totale del lavoratore, né tantomeno l’incolumità dello stesso in caso di incidente. Sono dispositivi con proprietà tali da ridurre l’entità del danno riportato dal lavoratore in seguito a infortunio. Di conseguenza, l’uso dei DPI non può prescindere da una condotta di lavoro attenta e sicura, oltre che da adeguati informazione, formazione e addestramento dei lavoratori.

Figura 1- Lavoratore dotato dei Dpi per il lavoro in bosco: elmetto con cuffie e visiera, giacca con colori ben visibili, guanti da lavoro, pantaloni antitaglio, scarponi con protezione antitaglio e antischiacciamento

QUALI DPI UTILIZZARE

Nell’utilizzo della motosega, il pericolo di taglio accidentale è evidente e strettamente connesso alle caratteristiche costruttive della macchina, rimasta probabilmente l’unica attrezzatura a motore in commercio che presenta un organo di taglio completamente esposto, e quindi molto pericoloso per l’operatore. Fermo restando che la prescrizione dei DPI è demandata alla valutazione del rischio, e al relativo Documento di Valutazione del Rischio (DVR) redatto dal Datore di Lavoro, di seguito vengono riportate le tipologie e le caratteristiche dei dispositivi di protezione individuale normalmente prescritti per chi lavora con motosega, descritti in relazione alla parte del corpo che proteggono.

Protezione del capo

Il lavoro in bosco, o comunque a contatto con alberi, espone il lavoratore al rischio di essere colpito da oggetti che cadono dall’alto, come rami, cimali e altre parti della pianta. L’uso dell’elmetto è quindi quasi sempre obbligatorio. Gli “Elmetti di protezione nell’industria” sono costituiti da un guscio esterno e da un rivestimento interno (bardatura). Gli elmetti devono essere contrassegnati nel seguente modo:

  • indicazione della norma UNI EN 397:2013 alla quale devono essere conformi;
  • nome o marchio del costruttore;
  • anno e trimestre di fabbricazione;
  • tipo dell’elmetto (indicazione del costruttore);
  • taglia o gamma di taglie (in cm.);
  • abbreviazione del materiale della calotta (per esempio ABS, PC, HDPE ecc.);
  • marchio di conformità CE.

Inoltre ogni elmetto di protezione deve essere accompagnato delle seguenti informazioni nella lingua del paese in cui viene commercializzato:

  • nome e indirizzo del fabbricante;
  • istruzioni o raccomandazioni relative alla regolazione, montaggio, uso, pulizia, disinfezione, manutenzione, controllo e immagazzinamento. Le sostanze raccomandate per la pulizia, la manutenzione o la disinfezione non devono comportare effetti negativi sull’elmetto e non devono avere effetti negativi conosciuti sull’utilizzatore, quando applicate secondo le istruzioni del fabbricante;
  • i dettagli degli accessori e parti di ricambio appropriati, tra cui le cuffie per la protezione dell’udito e le protezioni per occhi e viso (vedi punti successivi);
  • il significato dei requisiti facoltativi posseduti dall’elmetto e indicazioni relative ai limiti di impiego dell’elmetto, corrispondentemente ai rispettivi rischi;
  • linee guida relative alla data e al periodo di scadenza dell’elmetto e dei suoi componenti;
  • linee guida relative a dettagli del tipo di imballaggio adatto per il trasporto dell’elmetto.
Figura 2- Esempio delle informazioni riportate su un elmetto forestale

Gli elmetti utilizzati nei lavori forestali sono generalmente gli stessi previsti per l’industria (UNI EN 397:2001).

Durante le operazioni che comportano la salita su piante possono essere utilizzati, in alternativa agli elmetti, caschi similari a quelli per alpinisti ma concepiti per lavori di arboricoltura, conformi contestualmente alle norme UNI EN 397:2001 e UNI EN 12492:2003; essi garantiscono adeguata resistenza della calotta e tenuta del casco contro lo sfilamento e gli urti laterali. Il casco è di fondamentale importanza nel lavoro in quota. Svolge la duplice funzione di protezione del capo dell’operatore sia dalla caduta di oggetti dall’alto che dall’impatto contro ostacoli.

Protezione dell’udito

L’utilizzo della motosega, anche dei modelli di dimensioni più piccole, sottopone il lavoratore a un’esposizione giornaliera superiore al limite (fissato in 87 dB(A) dal T.U. 81/08). Per questo è necessaria una protezione dell’udito con l’uso di appropriati DPI.

Le due categorie di dispositivi utilizzabili sono gli inserti auricolari (comunemente chiamati “tappi per orecchie”) e le cuffie. Quest’ultime sono da preferire per livelli di protezione sonora superiori a 95 dB(A), e quindi per tutte le motoseghe. Inoltre, gli inserti auricolari non garantiscono sufficienti livelli igienici nel contesto agro-forestale, dove l’inserimento e la rimozione degli inserti durante il giorno potrebbe essere fatta con mani sporche col rischio di causare infezioni (otiti). I DPI per l’udito garantiscono, a seconda dei modelli, livelli di abbattimento sonoro diversi. Nella scelta del DPI più idoneo, è necessario trovare un dispositivo che garantisca un’esposizione inferiore ai limiti di legge, ma che non sia eccessivo. Infatti, l’operatore deve essere sì protetto, ma non deve risultare “sordo”, o comunque isolato dall’ambiente di lavoro, caso in cui potrebbe non sentire segnali di avvertimento e/o emergenza da parte di altri lavoratori o dispositivi appositi. I requisiti di sicurezza degli inserti auricolari e delle cuffie sono indicati dalle norme UNI EN 352-1:2004, 352-2:2004, 352-3:2004.

Figura 3- Le motoseghe espongono il lavoratore ad alti livelli di rumore
Protezione delle gambe

Gli arti inferiori sono protetti da DPI specifici, riconoscibili grazie ad uno specifico pittogramma impresso sul dispositivo stesso. Sono pantaloni da lavoro al cui interno è presente un inserto composto da fibre sintetiche che, in caso di contatto con la catena in movimento, ostruiscono il rocchetto di trascinamento della catena bloccandola in pochi centesimi di secondo. La norma UNI EN 381-5:1996, definendo le caratteristiche degli indumenti protettivi per le gambe, prevede tre modelli di pantaloni antitaglio (A-B-C), che si differenziano fra loro per la presenza delle fibre protettive solo sulla parte anteriore e laterale del gambale o sull’intera circonferenza del gambale stesso.

Ai fini dell’efficacia protettiva sono previste tre classi: 1, 2, 3, che garantiscono una protezione fino a velocità della catena rispettivamente di 20, 24 e 28 m/s. A parità di classe di protezione si potrà scegliere uno dei tre modelli A, B o C tenendo presente anche l’aspetto del comfort. I modelli A e B sono destinati all’uso nel normale lavoro di boscaioli professionisti. Rispetto al modello A, più confortevole, il modello B ha la protezione che si estende di 50 mm anche sulla parte interna della gamba sinistra in modo da proteggere meglio l’arteria femorale. Il modello C offre protezione su tutta la gamba a scapito della leggerezza e del comfort di utilizzo, e per questo è consigliato solamente nelle attività più pericolose. Poiché il costruttore di seghe a catena non è tenuto ad indicare la velocità massima raggiunta dalla catena tagliente né la classe di protezione degli indumenti (UNI EN ISO 11681-1:2012 e UNI EN ISO 11681-2:2017), si tratta di scegliere l’adeguato abbigliamento antitaglio dopo un’attenta valutazione dei rischi, tenendo conto dell’esperienza e preparazione delle maestranze e, a parità di caratteristiche protettive, delle esigenze ergonomiche e del giusto comfort durante il lavoro. Normalmente, salvo indicazioni e necessità diverse, per maestranze formate e con esperienza il pantalone disegno A, classe 1, è considerato il migliore compromesso tra livello di protezione e comfort di utilizzo.

Figura 4- Pittogramma caratteristico dei Dpi per la protezione dal taglio della motosega
Protezione delle braccia e delle spalle

Nel caso di interventi di potatura con motosega può essere necessario l’impiego di giacche, munite di protezioni antitaglio, conformi alla norma UNI EN 381-11:2004. Ai fini dell’efficacia protettiva sono previste quattro classi (0, 1, 2, 3, per una velocità della catena di massimo 16, 20, 24 e 28 m/s). Nei lavori forestali in contesti di difficoltà ordinaria e senza rischi particolari l’uso della giacca antitaglio non è necessario.

Protezione dei piedi

I piedi come le gambe sono soggetti al rischio di taglio accidentale, oltre che di schiacciamento e scivolamento. Gli scarponi da indossare sono DPI specifici che rispondono a norme UNI specifiche (UNI EN ISO 17249:2014). Anch’essi devono riportare l’apposito pittogramma e sono caratterizzati da una punta anti schiacciamento, dal tessuto antitaglio sul corpo dello scarpone e da una suola antiscivolo. Per questi motivi, i normali scarponi antinfortunistici non sono efficaci contro il taglio accidentale con motosega. Le norme attualmente in vigore individuano diversi modelli di calzature per la protezione del piede (UNI EN ISO 20345:2012). Contro il rischio di taglio da sega a catena portatile devono essere utilizzate calzature come indicato nella norma UNI EN ISO 17249:2014. Si tratta dei modelli C, D ed E come descritti nella UNI EN ISO 20345:2012. Ai fini dell’efficacia protettiva sono previste quattro classi (1, 2, 3, 4). Salvo indicazione diversa, le calzature devono soddisfare i requisiti di base riportati nella UNI EN ISO 20345:2008, fra i quali troviamo il puntale di protezione contro il rischio di schiacciamento delle dita del piede.

Protezione delle mani

Il lavoro in bosco rende necessario categoricamente l’utilizzo di guanti di protezione contro i rischi meccanici conformi alla norma UNI EN 388:2017 (i normali guanti da lavoro). Come per gli altri indumenti protettivi anche la scelta dei guanti deve risultare da un’attenta valutazione dei rischi, fra i quali le vibrazioni e il taglio da seghe a catena. Nel caso delle vibrazioni esistono in commercio guanti cosiddetti “antivibranti” con i quali si ottengono risultati di attenuazione differenti a seconda dell’attrezzo vibrante utilizzato. Per la protezione del rischio di taglio da seghe a catena sono disponibili sul mercato guanti antitaglio che devono essere conformi alla norma UNI EN 381-7:2001. Ai fini dell’efficacia protettiva sono previste quattro classi (0, 1, 2, 3) e due tipologie di guanto protettivo: il tipo A ed il tipo B. I guanti di tipo A presentano il guanto sinistro a cinque dita, con la zona di protezione sul dorso del metacarpo, mentre per il guanto destro non è richiesta la zona di protezione. Qualora sia presente la protezione anche sul guanto destro, questa deve avere le stesse caratteristiche di quella del guanto sinistro. Nei lavori forestali ordinari l’uso di questi dispositivi non è obbligatorio, e il guanto antitaglio potrebbe essere considerato come inutile. Infatti, la buone tecniche impongono l’uso della motosega con entrambe le mani e quindi la probabilità di taglio accidentale risulta praticamente impossibile, salvo per il palmo della mano che, in caso di caduta, viene istintivamente protratto in avanti e risulta quindi soggetto a colpire la catena e la spranga della motosega. In quest’ultimo caso il guanto non garantirebbe comunque protezione per il taglio, perché il tessuto antitaglio è inserito esclusivamente sul dorso della mano.

PROTEZIONE SENZA ESAGERARE

In conclusione, riguardo i DPI, è fondamentale che la valutazione del rischio sia effettuata in modo da imporre ai lavoratori di indossare solamente i dispositivi che effettivamente sono necessari nelle diverse operazioni, evitando di sovraccaricare il lavoratore con materiale non utile alla sua protezione durante le lavorazioni.

Un altro approfondimento presentata una serie di comportamenti utili da seguire per limitare i rischi nel lavoro con motosega.

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